mercoledì 1 luglio 2009

The Black Angels - Directions To See A Ghost


Esistono due possibili reazioni all’ascolto del secondo album dei The Black Angels: se siete amanti dalla cultura anni ’70, ex hippy e vi stonate di canne, allora li apprezzerete. Eccome.
Se siete conservatori, anti-narco e avete sempre odiato quegli individui loschi, con i capelli lunghi e unti, statene alla larga.
Directions To See A Ghost è la seconda prova in studio della band originaria di Austin, Texas.
E, come nel precedente Passover, l’esperienza di ascolto è simile all’assunzione di un allucinogeno a vostra discrezione.
Non nascondono le loro influenze i The Black Angels, si va dai Velvet Underground, dai quali hanno ricavato il logo della band, ovvero il volto di Nico, fino ai loro “compaesani” 13th Floor Elevators, autentiche icone negli anni ’60 del genere psichedelico.
In effetti non c’è altro modo per descrivere le intricate melodie riverberate dei Texani, che rientrano in una ristretta cerchia di artisti che segue le orme di maestri come l’indimenticabile Syd Barret.
Noi della generazione I-Pod, stiamo sempre a chiederci “chissà com’era un trip di acido ascoltando i Pink Floyd?”..Qui ci si avvicina parecchio, e senza l’uso di nessuna sostanza illegale.
In Science Killer si sente anche l’influenza del deserto, che circonda l’intero stato di provenienza della band.
L’effetto di brani come You On The Run, o 18 Years, è una strana rilassatezza, dovuta certamente all’incedere della batteria, quasi fosse lei stessa a dettare i nostri battiti cardiaci, provocando emozioni di certo difficilmente provate prima.
I testi inneggiano alla paranoia, alla perdizione e a ossessioni compulsive, adagiandosi perfettamente sul tappeto sonoro dei brani.
C’è purtroppo poca varietà nelle canzoni di quest’album, che però va preso per la sua interezza, e non giudicato pezzo per pezzo.
Forse il brano che lo rappresenta di più è Deer-Ree-Shee, sorpendente e strana canzone, addirittura con la presenza di un sitar Indiano, strumento che genera un suono tipicamente acido e distintivo, e che dona alla canzone un andamento altalenante e ipnotico.
Permeato di psichedelia degna dei migliori/peggiori anni ’70, Directions To See A Ghost è un album concettuale, che pur non distinguendosi particolarmente dal suo predecessore, continua coerentemente il lavoro espresso negli anni dalla band texana, ma che piuttosto sembra un filo fuori posto, anzi, fuori tempo.


Tracklist:
1. You On The Run
2. Doves
3. Science Killer
4. Mission District
5. 18 Years
6. Deer-Ree-Shee
7. Never/Ever
8. Vikings
9. You In Color
10. The Return
11. Snake In The Grass

Francesco Ruggeri

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